Come si serve e si mangia il caviale

Il caviale, dato il prezzo e anche il sapore, si mangia in purezza e senza mai cucinarlo proprio per apprezzarne meglio le qualità e l’aroma.
Può essere eventualmente mangiato con piatti tiepidi che devono però essere quanto più neutri possibile per cui patate e riso sono i due ingredienti caldi che permettono di assaporare al meglio il caviale.
È fondamentale che il caviale sia mantenuto, e servito, freddo ed è per questo che dovrebbe essere sempre servito dentro una ciotola immersa in ghiaccio; la ciotola non può essere di plastica o alluminio ma solo di osso, madreperla, cristallo e vetro, materiali che non ne alterino il sapore. Il caviale non va mai surgelato e andrebbe consumato il giorno stesso in cui si apre la confezione per non alterarne sapore, colore e odore.
Una volta che questo è in bocca, indugiare piacevolmente sul gusto facendo scorrere le uova sul palato per apprezzarne la consistenza morbida, elastica, e la sorprendente esplosione di aromi.
Solo allora si può apprezzare la complessità, l’intensità ed infine la persistenza dell’incredibile gusto del caviale.
 Al primo assaggio di caviale, ciò che colpisce di più del gusto delle uova è una sapidità quasi dolce che evoca il mare e aromi che possono richiamare la frutta secca (dalla nocciola alla noce) e il burro a seconda della specie di storione di provenienza.

Alcuni caviali possono presentare anche aromi “più marini”, che richiamano i frutti di mare (soprattutto mitili, vongole, ostriche e ricci di mare), o la dolcezza dei crostacei (gamberetti, granchio, astice, canocchia), o ancora alghe, l’acqua dolce e l’alga spirulina.

Altre volte il sapore del caviale può ricordare il pesce fresco (pesce intero fresco, pesce crudo o pesce bollito). Tuttavia se il caviale odora o sa di pesce conservato (baccalà, aringa, mangime, ecc.) ciò costituisce un grave difetto, ed è sintomo di una cattiva conservazione.